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Canone RAI? Ecco come non pagarlo.. ma attenti: la Corte dei Conti propone controlli incrociati con gli utenti SKY e Mediaset Premium!

Scritto il 17 aprile 2011 da Techno- Visualizzazioni recenti: 18.583 -

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Non pagare il canone RAI si può?

Evidentemente SI se come dichiarato dalla Corte dei Conti, in occasione dell’ultima relazione sullo stato di salute della tv di Stato, la tendenza è negativa ( una perdita di  circa 80milioni di euro nel solo 2009 )

«Permangono e risultano accentuati i profili di criticità nella gestione della Rai e, primo fra tutti, il persistente sbilancio negativo tra ricavi e costi, le cui ripercussioni sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria della società stanno assumendo carattere strutturale e dimensioni preoccupanti (con una perdita di 79,9 milioni di euro nel 2009)»

Nel campo del canone televisivo l’Italia è leader in Europa con una percentuale record del 41% di evasori

A dirlo così sembrerebbe che quasi un italiano su due non abbia la TV in casa!

Ovviamente non è così e non può essere così in una società  iper-tecnologica come la nostra, dove la comunicazione è al centro della nostra vita (vedi il successo di piattaforme come Facebook), ed anche in virtù della considerazione che il canone, o meglio la tassa sul possesso di apparati in grado di ricevere trasmissioni televisive è dovuto anche in presenza di computer e similari

Se questo si applicasse davvero a pagare dovrebbero essere anche le aziende, come la stessa Corte dei Conti fa notare:

«Secondo i dati dell’Istituto demoscopico del Governo, in Italia risultano 4.371.087 imprese; il 91,7% delle quali ha Internet e, di conseguenza, almeno un computer. Considerando solo queste ultime imprese, i canoni dovuti sarebbero 4.008.286. Ma dai dati pubblicati sul sito ad hoc della RAI risulta che i canoni speciali riscossi al 31 dicembre 2006 erano 171.554. Ammesso e non concesso che il numero di abbonati speciali riportato dalla Rai sia costituito da sole imprese, l’evasione di questo canone da parte delle imprese è apprezzabile intorno al 95,8%. Limitandosi ad applicare il canone speciale base (185,29 Euro) a quel 95,8% delle imprese, l’evasione è di 742.695.000 Euro. Se si considera che oltre alle imprese vi sono altri due milioni di lavoratori indipendenti, che il canone speciale va pagato per ciascuna sede o ufficio, e che lo stesso varia da 185,29 a 6.199,50 euro l’anno a seconda della tipologia commerciale, non ci sembra di esagerare nel valutare l’evasione come minimo sul miliardo di euro l’anno» (fonte)

Ribadiamo che la tassa, impropriamente definita CANONE RAI trae origine dal..

Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246 (in Gazz. Uff., 5 aprile, n. 78). – Decreto convertito in l. 4 giugno 1938, n. 880 (in Gazz. Uff., 5 luglio 1938, n. 150). — Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni.
Che all’ Articolo 1 recita:
“.. Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto.
La presenza di un impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o di un dispositivo idoneo a sostituire l’impianto aereo, ovvero di linee interne per il funzionamento di apparecchi radioelettrici, fa presumere la detenzione o l’utenza di un apparecchio radioricevente.”

(potete leggere il resto del Regio Decreto qui : ADUC “Canone Rai – Regio decreto-legge 21 febbraio 1938 n. 246″ )

Quindi rassegnatevi, possessori di computer e dispositivi adattabile, la tassa va pagata, a meno che..

Uno dei metodi molto diffusi per evitare di pagare il canone è quello della richiesta di “SUGGELLAZIONE” dell’apparecchio!

Ovvero.. IO non lo uso e chiedo che mi venga sigillato dalle autorità competenti!

Tranquilli! Non verrà nessuno a spegnervi per sempre l’apparecchio!

Sembrerebbe, a sentire i magistrati della Corte dei Conti, che sono molti gli italiani che seguono questa via per evadere il canone Rai

Ogni anno quasi 12.000 persone scrivono alla Guardia di Finanza per chiedere il “suggellamento” dell’apparecchio TV e la cessazione del relativo canone ( potete usare questa strada ovviamente solo se siete tra i pochi fortunati a pagarlo!)

Con questa richiesta chiederete alle autorità preposte di sigillare il vostro televisore,  maturando il diritto a non pagare più il canone delle televisione pubblica, che è una imposta collegata al possesso e all’uso dell’apparecchio

E perchè non viene nessuno?



Volete che i pochi finanzieri stiano li ad andare casa per casa a sigillare apparecchi potenzialmente in grado di ricevere segnali radiofonici, impegnati come sono  in missioni ben più importanti?

Questo poi al solo fine di applicare una legge (Regio Decreto numero 246) datata 1938?

Cosa fare allora per combattere gli evasori?

La Corte dei Conti ha le sue speciali ricette, ed infondo, con un po di volontà e buon senso ci potremmo arrivare tutti, persino l’erario!

Il primo consiglio è quello che speriamo tutti, ovvero di  cancellare il Regio Decreto del 1938 e la famigerata scappatoia del “suggellamento”

Il secondo consiglio piacerà invece meno a molta gente ed è quello di costringere i due principali network di TV a pagamento, leggi SKY e MEDIASET PREMIUM, a comunicare al fisco i dati completi dei loro abbonati!

Fantastica trovata, vero?

La terza soluzione, già usata in un passato recente, è quella di acquisire automaticamente i dati di ogni persona che  acquisti un apparecchio TV o comunque in grado di ricevere trasmissioni televisive

Ad ogni modo, cari possessori di abbonamenti SKY e MEDIASET PREMIUM, senza annesso pagamento del Canone RADIO TELEVISIVO, SIETE STATI AVVISATI!




 

 

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L'articolo che avete letto e' stato scritto il 17 aprile 2011 da Techno

Tags | adsl senza canone, apparato TV, Canone, evasione, evasori, evasori fiscali, finanza, fisco, MEDIASET, Rai, SKY, skype, suggellamento, televisione, tv

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Commenti

  1. Sandrokan aprile 17th, 2011 at 01:40

    L’unico attuale salvagente a disposizione di questi signori evasori è la presenza a capo dell’attuale governo del proprietario e/o azionista di una delle sopracitate PAY-TV.. vorrete mica che avalli una decisione che possa in qualche modo ledere, anche solo come immagine, una delle sue aziende? 8O

  2. Ottavio il normanno aprile 17th, 2011 at 01:45

    In fondo non ci rimette la sua azienda in prima persona.. al massimo qualche utente,ma non credo lo faranno mai!
    Figurati.. per pagare Fazio, Santori e Benigni? :mrgreen:
    Non è il periodo storico ideale questo.. considerando poi una certa LEGA NORD, vero attuale governo, che del NO al canone RAI ne ha da sempre fatto cavallo di battaglia!
    NO, non è il periodo di controlli incrociati! :wink:

  3. Ignazio gennaio 1st, 2012 at 18:54

    SALVE, essere abbonati a sky o mediaset, vuol dire possedere una scheda con chip magnetico che inserita in un decoder permette di vedere canali normalmente criptati. Posso abbonarmi a sky, per vedere le partite e poi andare con la scheda dal mio amico di “curva” e inserirla nel SUO decoder… boh.. IO NON HO NULLA, E NON PAGO.!

  4. Techno gennaio 1st, 2012 at 19:51

    Ciao Ignazio,
    premesso che l’articolo in questione fa riferimento ad una PROPOSTA avanzata dalla Conte dei Conti l’Aprile scorso, e quindi non ad una vera e propria legge, occorre ricordare che il canone televisivo è una tassa sul POSSESSO di apparati in grado di ricevere trasmissioni televisive, quindi TV e non solo (anche i computer sono ultimamente stati inseriti nella lista) e non per la visione di programmi RAI

    Detto questo , possiamo discutere se siamo d’accordo o meno con la legge che ci impone una simile tassa, ma non certo se dobbiamo o meno pagarla, perchè al fronte della presenza in casa di una TV o monitor, la tassa è dovuta!

    Per quanto riguarda i controlli incrociati non ho notizia se la PROPOSTA sia poi diventata o meno operativa (credo di no!)

    Buon Anno

  5. Mr. P. gennaio 10th, 2012 at 16:13

    Salve Techno,
    ho ben presente a cosa ci obbliga la legge. Ti descrivo la mia situazione: io NON pago il canone ma ho un monitor per PC collegato al lettore DVD (i film in dvd sono le uniche cose che guardo in uno schermo).
    Non possiedo nessun adattatore antenna TV —> monitor PC e quindi non pago il canone. Lo paghero’ quando acquistero’ un adattatore che mi permettera’ di “captare le onde elettriche” (in realta’ elettromagnetiche).
    Lo ritengo un punto fondamentale in quanto, altrimenti, anche chi possiede solo delle prese elettriche in casa deve pagare il canone: in effetti puo’, in futuro, comprare una TV e collegarla alla presa! Io ne faccio una questione di principio e NON MI SENTO EVASORE (PS: pago tutte le tasse e chiedo sempre gli scontrini). Visto che si parla di cambiare la legge, adesso ci vorrebbe poco col digitale terrestre…

    Un saluto,
    LP

  6. Techno gennaio 10th, 2012 at 19:41

    CIAO LP,

    riguardo al tuo caso devo citarti quanto scritto nelle lettere di sollecito inviate dalla RAI (ne ho trovata una che allego al messaggio come immagine)

    “.. l’obbligo di legge del pagamento del canone di abbonamento deriva, .. , o in ogni caso dalla disponibilità, .. .. , dell’apparecchio TV, o comunque di un apparecchio atto o ADATTABILE alla ricezione delle trasmissioni televisive, compresi decoder digitali e ALTRI APPARECCHI MULTIMEDIALI.”

    Quindi sia il monitor, che un qualsiasi PC è da considerarsi un dispositivo ADATTABILE alla ricezione di programmi televisivi

    Giusto o non giusto che sia, alla luce delle vigenti leggi, mi pare lampante che davanti ad un eventuale visita fiscale saresti in difetto e quindi sanzionabile

    Ovviamente, voglio precisare, quanto sopra scritto non comporta che io sia d’accordo con la legge, ma è solo l’esposizione di un dato di fatto, ben specificato nella lettera qui di seguito illustrata!

    Ciao e grazie per aver condiviso con noi le tue opinioni

  7. Leo1938 gennaio 29th, 2012 at 21:53

    Leggo i commenti che anche qui risultano lacunosi ed imprecisi.
    Il documento RAI sopra riprodotto è del 2007 e da allora è cambiato e non parla più di apparati multimediali.
    In realtà le trasmissioni in streaming NON sono “ricezione delle radioaudizioni” (le radioaudizioni, per definizione del concetto “radio” sono le trasmissioni ricevibili attraverso “l’etere”, cioè per mezzo della ricezione di onde elettromagnetiche). Un qualsiasi PC, sprovvisto di un decoder di ricezione TV, non è adatto a tale funzione. La riproduzione di trasmissionni TV tramite streaming, anche se in diretta, non sono radioricevute dal PC, ma RIPRODOTTE e quindi non soggette a canone (pardom, tributo).
    Invece, voglio lanciare una considerazione importante: l’impianto della fiscalità si basa su un pilastro morale e legislativo importante, che è quello della proporzionalità dell’imposizione.
    Perchè nessuno si è mai posto la domanda di come sia possibile e plausibile che un imposta, oggi di “possesso”, superi il valore dell’oggetto tassato.
    Oggi un televisore lo potete comprare a 99 euro!
    Partiti, deputati e associazioni di consumatori, in realtà, hanno paura di contrapporsi al potere di disinformazione che la RAI minaccia di attuare nei confronti di chi le possa tagliare i viveri.

  8. Techno gennaio 29th, 2012 at 23:42

    Ciao Leo e grazie delle tue precisazioni!

    Si, il documento, che vorrei ribadire è originale, anche se volutamente modificato, come chiaramente indicato risale al 2007

    Se ci sono state nel frattempo delle modifiche, “purtroppo o meno male” non ne siamo venuti, per ovvie ragioni, a conoscenza

    Ad ogni modo.. già nel documento sopra riprodotto non si parlava di trasmissioni in “STREAMING”, bensì della possibilità di qualsiasi monitor/pc di ricevere, con ovvi artefatti tecnologici (leggi decoder e compagnia..) di ricevere le trasmissioni televisive trasmesse nell’etere!

    Forse la scomparsa della dicitura “multimediale”, da te segnalata, ma di cui non abbiamo riscontri certi, salvaguarda i computer portatili dal pagamento dell’imposta,ma certamente non si può dire la stessa cosa per i monitor

    OGNI TV, vecchia o nuova che sia, priva internamente di un decoder per la ricezione del segnale digitale terrestre, oggi non è altro che un MONITOR che riproduce il segnale televisivo o radiofonico captato da un qualsiasi DECODER.. giusto?

    Vorrei ricordare che qui non si discute se la legge/tassa/tributo sia giusta o sbagliata, bensì le circostanze di attuazione della stessa in riferimento ad un vecchio articolo che parlava di “una proposta”, poi rimasta tale, di effettuare controlli incrociati tra abbonati a Mediaset Premium e SKY e utenti che pagano il canone televisivo

    IN entrambi i casi (SKY e MEDIASET PREMIUM) serve un apparato televisivo per poter godere delle trasmissioni, e come tale, alla luce delle attuali normative, permane l’obbligo del pagamento del canone di abbonamento televisivo

    RIPETO: Non stiamo parlando se sia giusto o meno pagare il canone, ma del fatto che esiste una legge e finché non la si cambia, se guardi SKY paghi anche il canone!

    E’ GIUSTO O MENO PAGARE IL CANONE TELEVISIVO?

    NON LO SAPPIAMO!

    PERO’ quello che veramente non è giusto è la diseguaglianza tra chi PAGA e chi NON PAGA.. possiamo parlare di cambiare democraticamente questa come altre leggi, ma sino ad allora chi non paga è un EVASORE!

  9. pippo febbraio 3rd, 2012 at 00:51

    Ma se il “canone” è per il possesso di un apparecchio televisivo o adattabile ecc. ecc., allora perché il “canone” va alla Rai e non allo stato? In tal modo la rai potrebbe sovvenzionarsi solo con la pubblicità?????
    E poi se un cittadino paga il canone alla rai, questa dovrebbe anche assicurare delle trasmissioni apolitiche per non ledere una o l’altra parte: non trovate?
    Invece sappiamo tutti quante trasmissioni politicizzate trasmette la rai!!!!
    Se io pago un servizio come la distribuzione di acqua, certamente non vorrei che dai miei rubinetti esca latte o vino !!!!
    Ciao a tutti.

  10. Techno febbraio 3rd, 2012 at 23:10

    Ciao pippo,

    le entrate dello Stato imputabili a questa imposta sono direttamente devolute alla Rai Radiotelevisione Italiana S.p.A., una società per azioni a capitale mist a cui è stata concessa la produzione e la trasmissione dei programmi del servizio pubblico radiotelevisivo.
    La concessionaria deve rispettare un contratto di servizio con lo Stato italiano, pena una eventuale revoca della concessione annuale.
    La radiotelevisione pubblica svolge una funzione di servizio universale di pubblica utilità, ed è interessata da una particolare disciplina rispetto alle emittenti commerciali.
    Il contratto di servizio comporta delle fasce orarie protette da video a carattere osceno o violento, obblighi di informazione e di trasmissione di un certo numero di ore di sport, documentari, formazione a distanza, la messa in onda di specifici canali tematici, il finanziamento della fiction e cinematografia nazionale, la trasmissione di eventi culturali che hanno minore audience e introiti pubblicitari, come spettacoli teatrali o di musica classica.(da WIKIPEDIA)

    Purtroppo le entrate, vuoi per il 95% di evasione da parte delle aziende ed esercizi pubblici(bar, ristoranti,alberghi), ed un 35% di evasione da parte di normali cittadini, non sono sufficienti a compensare le spese di un servizio comunque di qualità; per questo motivo il ricorso alla pubblicità ed altri metodi di “incasso” è reso necessario!

    Altresì potremo dire che la pubblicità ed altre forme di guadagno permettono alla RAI di mantenere il canone televisivo TRA I PIÙ BASSI IN EUROPA

    La lottizzazione è purtroppo il VERO MALE del nostro servizio PUBBLICO; qualcuno in parlamento ritiene che SERVIZIO PUBBLICO sia “ROBA SUA” e non “ROBA DEGLI ITALIANI”; da qui è nata la cattiva usanza di MONOPOLIZZARE LA RAI a cura del GOVERNO DI TURNO

    Tutto questo ha reso la RAI un’azienda per niente autonoma,come vogliono farci credere, ma la voce mediatica dei governanti di turno

  11. tomas febbraio 7th, 2012 at 15:26

    io sono commesso in un negozio dove si vendono anche tv. la cosa che mi fa infuriare maggirmente, è che la maggior parte dei cittadini stranieri residenti in Italia, che acquistano i tv nel mio negozio, vanno quasi orgogliosi di non pagare il CANONE. Non voglio farne una questione di razza, etnia o di nazionalità, ma io rabbrividisco alla sola idea, che l’italiano sia il pollo di turno sul quale piovono sempre i controlli a tappeto, mentre in tutti quei negozietti, locali, o abitazioni in mano agli stranieri (soprattutto cinesi),non ho mai sentito parlare di confisca del tv o di sanzioni fiscali. e questi se la ridono, e vanno fieri di non pagare il CANONE. Anche questa è concorrenza sleale in qualche modo.

  12. Messapico febbraio 10th, 2012 at 20:04

    Come non quotare Tomas, se leggi ci sono bisognerebbe che tutti le rispettassero, per una convivenza più giusta e equa

    Nello specifico, il canone RAI, perché poi sono loro stessi a chiamarlo così, è una strana tassa.. è un pò come se Mediaset ci obbligasse a pagare un canone a prescindere dalla visione dei suoi programmi

    Capisco l’utilità di sovvenzionare un istituto di pubblica informazione imparziale(immaginate se il solo TG fosse quello di Rete4?), purtroppo questo cozza con la realtà di una RAI ultra lottizzata, con i TG delle reti ammiraglie in mano ai delfini dei potenti di turno
    MI CHIEDO..
    Il canone RAI è una tassa o un abbonamento obbligatorio?
    La RAI fa dell’informazione davvero imparziale?

  13. zorro febbraio 11th, 2012 at 20:41

    Quello del canone RAI e degli apparecchi da sottoporre a questa tassa è una storia vecchia.
    Secondo le associazioni consumatori, che più volte hanno sollecitato il ministro delle telecomunicazioni a fare chiarezza su quali siano gli apparecchi sottoposti a tale vincolo (se fossero inclusi o meno i pc)senza avere risposta, stando così le cose il canone dovrebbe essere pagato anche dagli uffici (privati e non)provvisti di pc che, in questo caso, darebbero introiti per svariate migliaia di euro.
    Tale ipotesi ha già allarmato le varie associazioni, da Confindustria fino alle cosidette “lobbies” bancarie, che a quanto pare sembrerebbero intenzionate a loro volta chiedere al suddetto ministro conferma o smentita.
    C’è da aggiungere che lo stesso ministro in questione sembra avere le idee poco chiare se, durante un interrogazione parlamentare, dice di non essere in grado di precisare la questione salvo poi intervenire in una TV privata per ribadire che il canone è dovuto anche per il possesso di pc.
    Quello che si spera è che le pressioni eventualmente messe in atto dalle varie associazioni portino all’abolizione di una tassa che, al lato pratico, è totalmente iniqua dal momento che mezza italia non la paga.
    Quello che invece non si spera è che il nostro esecutivo non metta in atto il solito escamotage per farcela pagare in altro modo (vedi finanziamento ai partiti o alla vecchia imposta sull’autoradio sostituite da altri balzelli)!

  14. Techno febbraio 21st, 2012 at 19:26

    ULTIMI AGGIORNAMENTI:

    Il governo convince la RAI: Niente canone per PC, smartphone e Tablet

  15. pippo febbraio 22nd, 2012 at 23:37

    Molti dicono che il canone rai sia una tassa iniqua perché la paga solo mezza Italia. Non credo che sia questa l’iniquità della “tassa”; poi non capisco perché si chiama tassa: una tassa va pagata e basta, mentre la rai fa anche la pubblicità a questa “tassa”; non credo che ci sia la pubblicità per la tarsu o per l’ici o per l’irpef !!!! Ecco perchè la cosa è alquanto subdola; il canone di abbonamento, proprio per la natura stessa di un abbonamento, può o non può essere pagato, a discrezione dell’utente. Una prova è il fatto che tutte le lettere che manda la rai che invitano al pagamento del canone, sono posta ordinaria e non raccomandate od altro. Ecco perché, giustamente, il cittadino è invitato a non prenderle in considerazione.

    Se poi consideriamo che, tramite una semplice domanda con un versamento di pochi euro, si può chiedere alla rai la suggellazione dell’apparecchio televisivo con conseguente termine del pagamento del canone e che tale suggellazione non viene mai eseguita, questo la dice lunga sulla definizione di “tassa” per il canone rai.
    Senza poi considerare che, se la suggellazione verrebbe effettuata, l’utente si potrebbe giustamente appellare al cosiddetto “diritto all’informazione” rendendo vana l’operazione di suggellazione.

    L’iniquità di questa “tassa” sta nel fatto, secondo me, che la rai non offre più dei programmi degni di giustificare il costo del canone quando mediaset non chiede nulla e offre molto di più. Per non parlare, poi, della politica in rai che, benché il governo passato era di centro-destra, non gli ha risparmiato comunque durissimi attacchi.

    Per quanto riguarda la buona qualità dei programmi rai, frutto degli investimenti di canone e pubblicità, nutro fortissimi dubbi tranne che per qualche trasmissione di divulgazione scientifica o di carattere sociale.

    Di contro le reti Mediaset non richiedono alcun canone e, nello stesso tempo, offrono una serie di film, sceneggiati, soap opera, divulgazione scientifica che, per molti versi, hanno ormai doppiato la rai.

    Ecco perchè gli Italiani non vogliono pagare più il canone rai.

  16. Pippo febbraio 25th, 2012 at 10:39

    Navigando per la rete ho trovato, sempre riguardo al canone rai, una importante osservazione fatta da uno dei tanti utenti della rete che come molti (forse tutti), odiano questo odioso “balzello”; riporto testualmente quanto scritto:

    “Premesso che la costituzione, art 21 prevede il totale diritto all’informazione e che la legge non ammette ignoranza, art 5 codice penale, lo stato informa i cittadini a mezzo stampa (i giornali però si pagano agli enti privati), o tramite mezzi radio televisivi… Come può lo stato pretendere il pagamento di un servizio che dovrebbe essere garantito per legge?
    Per questo motivo il canone rai o tassa di possesso di apparati radio televisivi dovrebbe essere incostituzionale…”.

    Cose ne dite al riguardo?
    Io credo che tutto ciò che si dice al riguardo di questo canone rai, rende molto concreta l’idea che esso non sia, appunto, una tassa, ma un vero e proprio abbonamento che, come tale, rende liberi i cittadini di aderirvi o meno.

    Un’altra pagina interessante che non riporto in questa sede per motivi di spazio ma di cui ne indico l’indirizzo ed invito a visitarla, è la seguente:

    http://www.mabonline.org/canonerai.php

    Buona giornata a tutti.

  17. Techno febbraio 25th, 2012 at 21:44

    Ciao Pippo, abbiamo letto con interesse i tuoi commenti che ci trovano favorevoli per alcuni versi e e contrari per altri

    Io credo che..
    -La RAI non dovrebbe essere privatizzata, ma deve restare “libera e pubblica”, garantendo ad ogni costo un informazione COMPLETA e IMPARZIALE

    -Lo stato deve ASSOLUTAMENTE chiarire il malinteso CANONE/TASSA

    Se è una TASSA deve essere fatta pagare a tutti (poi ci spieghino ovviamente i perchè e per come di questa tassa)

    Se invece è un abbonamento allora, per quanto scritto sopra e quanto riportato dalla costituzione (articoli da te citati), deve essere eliminato: l’informazione pubblica deve essere garantita e non può essere vincolata al pagamento o meno di un qualsiasi abbonamento (La legge non ammette ignoranza.. a patto che venga garantita l’informazione!)

    La questione quindi, secondo il nostro punto di vista, è stabilire, e non dobbiamo stabilirlo NOI, ma chi ci governa, che tipo di BALZELLO sia il CANONE RAI decidendo se ELIMINARLO per TUTTI o FARLO PAGARE a TUTTI!

    BASTA con la divisione tra gli stupidi che lo pagano ed i furbetti che non lo pagano; questa non è una condizione accettabile in uno stato di diritto!

    This is what I think!

  18. Pippo febbraio 26th, 2012 at 20:25

    Ciao Techno.

    Grazie per le tue osservazioni.
    Devo dire che, riferendoti al malinteso tra canone e tassa, tu abbia fatto “centro”.
    Nel senso che è proprio su questa ambiguità che il cittadino si sente autorizzato a non pagare il canone/tassa rai.

    Tutti gli automobilisti sanno che se non viene pagata la tassa di circolazione sulla vettura (che è una tassa sul possesso), questa verrà sottoposta al fermo amministrativo con tutte le relative conseguenze. Questo perché la tassa di circolazione è realmente una tassa che, se evasa, produce spiacevoli conseguenze (per l’utente).

    Il canone rai è diverso: se richiedi la suggellazione, questa non viene effettuata (proprio par l’ambiguità del “tributo”) e quindi si può continuare ad utilizzare l’apparecchio televisivo. Se venisse effettuata, in virtù del diritto all’informazione, questa (la suggellazione) sarebbe incostituzionale e, quindi, si continuerebbe ancora ad utilizzare l’apparecchio televisivo.

    Questo anche perché la rai non è più la sola emittente a trasmettere, come avveniva prima degli anni 80, anni durante i quali sono iniziate le trasmissioni delle TV private: ossia la rai non è più il solo soggetto a trasmettere, ma esiste una pluralità di soggetti che hanno, anch’essi, il compito di informare.

    Questo è il motivo, secondo me, per cui il canone non potrà mai essere considerato una tassa sul possesso dell’apparecchio televisivo:
    infatti se fosse una tassa questa, per non essere pagata, darebbe luogo al fermo dell’apparecchio (suggellazione) ma, a differenza della vettura, questo è “visualizzatore” di servizi erogati da più soggetti e tutti di informazione, quindi con diritto di essere ricevuti.

    Di contro la rai, che usufruisce (in modo ingiustificato, secondo me) dei proventi di questa “tassa” sul possesso dovrebbe, proprio in qualità di tv di stato, rivedere a fondo le sue regole ed operare un lavoro di ristrutturazione sia sui palinsesti sia sulla disciplina morale, e magari autofinanziarsi con la sola pubblicità (come del resto fanno le altre emittenti), mantenendo i canoni di tv pubblica nel senso di assicurare totale imparzialità nelle trasmissioni politiche (come avveniva negli anni 60 e 70 quando esistevano solo le famose “tribune elettorali”) e nella informazione.

    Per quanto riguarda coloro che non pagano il canone rai, personalmente distinguerei coloro che hanno presentato, alla rai, regolare domanda di suggellazione e quelli che non lo pagano in ogni caso (anche se questi possono mettersi in regola presentando semplice domanda di suggellazione, con poco più di 5 euro di spesa); del resto, paradossalmente, è più semplice seguire le regole che violarle.

    L’apparecchio tv è uno strumento pluralista (delle emittenti che trasmettono) rappresentante, esso stesso, strumento di un diritto collettivo (diritto del popolo ad essere informato). Ed in ogni caso non può essere sottoposto ad una “tassa” erogata, poi, ad un solo soggetto emittente.

    Ciao.

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